Periodo di incubazione nel coronavirus.

Il periodo di incubazione, cioè il tempo che intercorre fra il contagio e lo sviluppo dei sintomi clinici, è stimato per il Coronavirus tra 2 e 11 giorni, fino ad un massimo di 14 giorni.

La soglia dei 14 giorni come durata del periodo necessario per l’isolamento dei casi positivi e per la quarantena dei contatti a rischio, è stata fissata in via precauzionale. L’intervallo è stato deciso per essere sufficientemente certi che dopo due settimane, la possibilità di sviluppare la malattia e trasmetterla ad altri sia estremamente bassa. 

Rispetto alla normale influenza stagionale, il cui manifestarsi è preceduto da circa 1-3 giorni di incubazione, il periodo dall’esposizione al Coronavirus all’insorgenza della sintomatologia è più lungo. D’altro lato, ciò significa che può essere difficile identificare e monitorare i pazienti che hanno già contratto l’agente virale, ma che ancora non mostrano segni dell’infezione. 

I sintomi dell’infezione da parte del Coronavirus sono simili a quelli dell’influenza, del raffreddore e delle sindromi parainfluenzali che circolano in questa stagione. Manifestazioni condivise tra queste condizioni e l’infezione da nuovo Coronavirus sono principalmente tosse, febbre, dolori muscolari e difficoltà respiratorie. Per questo motivo, si creano molti falsi allarmi prima che le analisi di laboratorio consentano di arrivare a una diagnosi certa. In caso di esito positivo al tampone è necessario rimanere in isolamento per almeno 14 giorni, laddove non sia necessario il ricovero in ospedale.

Ricordiamo che la maggior parte delle persone colpite da Coronavirus ha avuto come esito la guarigione completa quindi evitiamo allarmismi, ma cerchiamo tutti di attenerci alle misure igieniche previste dal DPCM del 4 marzo 2020, già ampiamente diffuse. 

 
  • 6 Marzo 2020

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