Immunità di gregge, cos’è e perchè se ne parla.

 
Con l’espressione immunità di gregge, o immunità di gruppo, si intende quel fenomeno per cui, una volta raggiunto un livello di copertura vaccinale, considerato sufficiente all’interno della popolazione, si possono considerare al sicuro anche le persone non vaccinate.

Significa che di fronte ad una malattia infettiva molto contagiosa, se la maggior parte della popolazione si vaccina, si crea un’immunità di gruppo che protegge anche chi non è vaccinato.

Infatti, se il virus non riesce a circolare, s’interrompe la catena di trasmissione e anche chi non ha la possibilità di vaccinarsi  – come gli immunodepressi, ossia coloro il cui organismo non ha difese immunitarie sufficienti per sostenere le reazioni innescate da molti vaccini – può ritenersi al sicuro, poiché le probabilità di incappare nell’agente patogeno sono molto più basse.

Di solito per raggiungere tale immunità di gregge, la copertura vaccinale per una determinata malattia – ad esempio, il morbillo – deve essere superiore al 95% della popolazione. Ecco perché è importanti vaccinarsi e perché stiamo aspettando con ansia il vaccino per il coronavirus. 

Di immunità di gregge, se ne parla molto in questo momento, perché in Gran Bretagna un consigliere scientifico del governo, sir Patrick Vallance, ha spiegato che la strategia per il contenimento del virus è quella di sviluppare appunto una certa immunità nella popolazione, e che per farlo è necessario che il 60% della popolazione contragga la Covid-19. Questa scelta è molto rischiosa: non sappiamo al momento se l’immunità sarà permanente e non capiamo quanti sono gli immuni se non alla fine di un’epidemia. Anche la Gran Bretagna, però sembra abbia fatto un passo indietro in questa ipotesi iniziale, infatti sono state adottate particolari misure soprattutto per Londra, dove è concentrata la maggioranza dei casi. Resta dunque anche per loro l’indicazione di ridurre al minimo le uscite e i contatti con gli altri.

 
  • 23 Marzo 2020

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