“Facciamo la nanna”

Dopo una giornata intensa, fra un impegno e l’altro, feste di compleanno, parco giochi, sport e scuola, il nostro bambino ha bisogno di un sereno riposo, pronto per affrontare un’altra giornata carico di energia.

Molto spesso, però, quando è l’ora di andare a nanna, il bambino è ancora attivo e non vuole staccarsi dai suoi giochi, ecco perchè ogni sera ci dovrebbero essere dei rituali da seguire in modo che il bambino si abitui ad andare a letto più o meno sempre alla stessa ora, e che il tutto avvenga nella maggior serenità possibile.

Grazia Honegger Fresco, pedagogista e allieva di Maria Montessori, nel libro “Facciamo la nanna” critica il metodo Estivill, basato su un metodo piuttosto “duro” che mira ad abituare i bambini ad addormentarsi da soli senza che i genitori accorrano al loro pianto, sostenendo che “con questo metodo un bambino smette di piangere non perché ha imparato a regolare il proprio sonno, ma perché si è rassegnato, non senza tristezza, a rimanere da solo”.

Grazia Honegger Fresco propone, invece, un metodo dolce, che si basa sui ritmi naturali del bambino, sulla sua esigenza di essere consolato, ma anche sull’importanza di dargli dei giusti limiti.

Durante i primi mesi di vita, persiste un attaccamento simbiotico madre-bambino, perciò non è sbagliato tenere il piccolo vicino a sè, anzi è consigliato per prevenire la cosiddetta morte in culla.

Negli anni successivi se il bambino si sveglia di notte, è abbastanza normale e può durare fino ai cinque anni. In particolare tra l’ottavo mese e i tre anni il piccolo sviluppa l’ansia da separazione. L’istinto naturale del piccolo cerca la vicinanza della madre, anche di notte. Quindi in questo periodo la risposta “sensibile” della madre al pianto del bambino, contribuisce a creare in lui la fiducia verso la mamma. E questo è alla base dello sviluppo del senso di sicurezza interiore e di un attaccamento sicuro. 

Accogliere il piccolo nel lettone durante il periodo dell’ansia da separazione non è una pratica diseducativa. Prima o poi i bambini imparano a dormire da soli. Nella maggior parte dei casi i disturbi del sonno che si verificano in questa fase sono limitati nel tempo. Quasi tutti i bambini riprendono a dormire tranquillamente entro il terzo o quinto anno d’età. 

A volte l’adozione di un oggetto transizionale può essere di grande aiuto: un pupazzo, una bambola ecc tale oggetto scelto spontaneamente dai bambini aiuta a sostituire il contatto stretto con la mamma ed è in grado di rassicurare il bambino e tenere compagnia nella fase di addormentamento. Anche leggere una storia prima di andare a nanna può essere considerato un bel rituale prima di addormentarsi.

 

 
  • 4 Marzo 2019

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