Un occhio vigile alla crescita..

Si può dire che una delle ansie maggiori dei genitori sia la crescita del loro bambino, ovvero quanto e come il bambino cresce di altezza e di peso nel corso dei primi mesi di vita e dei primi anni di sviluppo. Il cosiddetto percentile è quell’unità di misura che in campo medico viene utilizzata per definire peso e altezza del bambino rispetto alla sua età; la misurazione dev’essere effettuata dal pediatra periodicamente, ogni sei mesi o al massimo una volta all’anno, ovvero in un tempo sufficiente che permetta di valutare se il piccolo sta seguendo un percorso corretto di crescita. Secondo lo specialista Stefano Stagi, endocrinologo presso l’Azienda Ospedaliera Anna Meyer di Firenze, è importante tuttavia tenere presente che spesso la crescita non segue un andamento lineare ma “a scatti” (a volte un bambino cresce di più durante una stagione particolare dell’anno rispetto ad un’altra) e per questo è necessario che i controlli avvengano sempre a distanza di tempo e anche quando il bambino è cresciuto, per mantenere sempre una visione d’insieme. Inoltre, non c’è un’età specifica in cui il ragazzo o la ragazza smette di crescere perché, come afferma Stagi, dipende dal momento in cui è iniziato lo sviluppo puberale: infatti, è dimostrato che il maschio di oggi raggiunge spesso la sua statura definitiva in anticipo rispetto a quello che avveniva in passato, mentre la femmina solitamente cresce dopo il menarca al massimo per un paio d’anni.
Per quanto riguarda comunque l’età pediatrica, quella più delicata, l’esperta di auxologia all’Ospedale San Raffaello di Milano, Gabriella Pozzobon spiega che nel caso di un mancato recupero di crescita a seguito della nascita, o nel caso di rallentamenti o persistenza di bassa statura, dunque in generale nel caso di mancato raggiungimento del percentile di sviluppo, è necessario sempre rivolgersi al pediatra di base, il quale procederà con valutazioni specialistiche più approfondite. I motivi di una “crescita bloccata” possono essere i più disparati (cause ormonali, cause sistemiche, ipotiroidismo, celiachia, malattie genetiche) e dovranno essere valutati insieme dal medico di famiglia e da un endocrinologo pediatrico.

 
  • 13 ottobre 2018

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