L’importanza del gioco nella crescita di ogni bambino

Che sia all’aria aperta al parco giochi, oppure al chiuso dentro casa, il momento del gioco per un bambino è fondamentale.
E’ essenziale sia per lo sviluppo cognitivo del singolo individuo, sia volto a sviluppare competenze sociali perché si impara a relazionarsi con gli altri, quali sono le difficoltà che si possono incontrare e come riuscire a superarle insieme.
Giocare aiuta i bambini a fare amicizia con i propri stati emotivi, permettendo loro di esprimere il proprio mondo interno e di elaborare le esperienze vissute nella quotidianità.

I ritmi di tutti i giorni sono sempre più frenetici e tutto si deve incastrare all’interno di un numero limitato di combinazioni. Tra le tante cose da organizzare ci sono naturalmente anche le vite dei nostri figli, con una crescente tendenza a gestire il loro tempo in maniera sempre più strutturata. La mattina vanno a scuola e poi il pomeriggio seguono le più disparate attività, da quelle sportive a quelle più didattiche. Il tempo libero è denso di impegni. Si può dire quindi che i bambini, come noi adulti, conducono una loro routine. La loro vita infatti è scandita da orari e attività ben precise.
Quello che però accade è che i bambini di oggi non sanno cos’è la noia. Invece sarebbe bene avere anche dei momenti “morti”, in cui provare noia poiché aiuta a sviluppare la creatività e il gioco libero. Il gioco non strutturato, detto appunto libero, è fondamentale per dar luogo ad un corretto sviluppo di tutte le potenzialità presenti all’interno di un bimbo.

Il gioco inoltre è importante per lo sviluppo neurologico del bambino. Sembra assurdo, ma è così. Per cui quando i bimbi giocano stanno promuovendo la crescita sana del loro cervello. Giocando, infatti, si rinforzano e si creano molte connessioni neuronali che altrimenti andrebbero a scomparire. Il gioco libero lo possiamo intendere come una vera e propria ginnastica per le cellule del cervello.

Aiutare un bambino a sviluppare le proprie capacità non deve essere un compito solo della scuola, ma può accadere anche in famiglia, all’interno della relazione con i propri genitori. L’unica cosa che il genitore deve fare è stare con il proprio bambino, non pensare a quello che è giusto o sbagliato, non andare di fretta, non cercare di condizionare e gestire il gioco. Non è importante per quanto tempo, lo si può fare per 15 minuti, mezz’ora o un’ora. La cosa fondamentale è stare nel gioco non strutturato e ricordiamoci che è la qualità che conta, non la quantità.

 
  • 26 novembre 2018

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